mercoledì 11 giugno 2008

Il paese dei gatti



Caglio è un grazioso e tranquillo paesino sopra Erba dove da anni mi reco con la famiglia in villeggiatura. Il luogo mi ha ispirato questa poesia:

A Caglio, paesino antico in mezzo ai monti, ci son più gatti in terra, che uccelli in volo.
Solo in via Biglieni, nel borgo medioevale, ne ho conosciuti oltre una decina.
A parte Speedy e Romeo, i nostri mici, c'è stata Kessy, la paurosa Kessy della Giulia,
il "Griso" che mi urina sempre sopra i vetri,
Pallino, gatto di razza senza coda, che compiute 18 primavere se n'è andato di casa nella neve per mai più ritornare, così racconta la Rosella.
"Selvaggia" senza casa e senza affetti che viene a mangiar dall'Adriano,
Ugo, dagli occhi azzurri, della sciura Maria; un lord, un gran signore: ucciso da una moto riposa adesso nel bosco sotto ai pini.
Scooby, il rosso, un mandrillone; investito, morto stecchito, mentre rincorreva una gattina che voleva amare.
Birillo, casalingo, della Gabriella. Sole, il pacifico, e Pucci, la guerriera.
Ciospo delle ortensie, morto a 17 anni di tumore; mi dice la padrona: "Adesso c'è la Titti, micina assai tenera e carina, ma Ciospo era Ciospo, tutt'altra cosa, e le spunta una lacrima in sordina.
Silvestro gatto maldestro e la gattina bianca, bigia e marroncina di cui non mi sovviene il nome, entrambi dell'infermiere della Villa Dossel.
Camilla, la leggiadra, che sospettiamo sia sorella della Speedy.
Per non contare i molti mici e micie senza nome nè casa che incontri mentre vai a passeggiare e la cui storia mai nessuno potrà raccontare.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sembra un posto incantevole e rilassante ecco perchè dipingi cosi tranquilla

mario ha detto...

bellissimo quello che scrivi e che dipingi...continua...